AeroVironment è probabilmente il più famoso costruttore di droni al mondo, i cosiddetti UAV (Unmanned Aerial Vehicle) o UAS (Unmanned Aircraft Systems) che dir si voglia, quei velivoli senza pilota che vengono utilizzati per sorvegliare dall’alto il territorio nemico. La società californiana realizza una gamma completa di velivoli, dal più grande drone al mondo (il Global Observer), al più piccolo, il Nano Hummingbird, che ha la forma di un colibrì e che pesa appena 19 grammi.
Sviluppato per l’agenzia DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) dell’esercito americano, questo uccellino-robot presenta la particolarità di sfruttare per il volo un sistema ad ali battenti, del tutto simile a quello del vero colibrì, che gli conferisce una grande agilità con la possibilità di passare attraverso porte e finestre e posarsi ovunque, anche sui fili della corrente.
Nano Hummingbird, come del resto tutti i droni, è comandato a distanza via radio ed invia all’operatore le immagini riprese da una minuscola telecamera; le immagini servono sia per sorvegliare l’ambiente in cui opera l’uccello-robot che per consentire all’operatore di controllarne il volo. In considerazione delle ridotte dimensioni (il colibrì è alto appena 16 cm) il raggio d’azione è di appena un centinaio di metri con una autonomia di una decina di minuti. Lo scopo di queste ricerche è quello di realizzare sistemi volanti sempre più piccoli e sofisticati da utilizzare principalmente per scopi militari (spiare le linee nemiche) ma anche in applicazioni civili.
AeroVironment ha recentemente presentato un filmato (sotto) in cui si vede all’opera l’ultimo prototipo realizzato, frutto di cinque anni di studi e ricerche.

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