Teoria e pratica del protocollo DMX512 utilizzato negli impianti di illuminazione per controllare sia la luminosità delle lampade che i movimenti dei sistemi più sofisticati, dagli scanner ai dispositivi a testa mobile, dai laser alle macchine per il fumo.
Tutti i sistemi di controllo luci per teatri, sale da ballo, manifestazioni musicali e simili, utilizzano una centralina di comando (console) ed una serie di lampade di vario tipo la cui luminosità è controllata dai cosiddetti dimmer. Esistono anche proiettori più complessi in grado di ruotare, generare fasci luminosi di colore differente, produrre figure geometriche di vario genere, eccetera. Fino a pochi anni fa venivano utilizzate differenti modalità per controllare la sequenza di accensione e la luminosità dei proiettori: ogni costruttore aveva un proprio standard per cui, sia le centraline che le lampade, non erano intercambiabili tra loro. Il sistema più diffuso era il controllo analogico lineare che consiste nell’inviare al dimmer una tensione continua da 0 ad un massimo di 10 V cui corrisponde una variazione della luminosità della lampada dallo 0 al 100%. Questo tipo di soluzione prevede un cavo di collegamento per ogni canale controllato, con alcuni vantaggi (pochi) e molti svantaggi. Tra i primi segnaliamo l’estrema semplicità: se si dovesse interrompere un collegamento, solo il canale interessato non funzionerebbe. D’altra parte se i canali sono numerosi, le dimensioni dei cavi ed il numero delle connessioni rende ingestibile l’impianto, specie nei sistemi più sofisticati (proiettori motorizzati a più canali). Con l’avvento dell’elettronica digitale, molte aziende svilupparono sistemi di controllo proprietari, contribuendo ad aumentare la confusione che regnava in questo settore. Fortunatamente qualcuno pensò che il proliferare di standard differenti e, nella maggior parte dei casi, incompatibili tra loro, rappresentava un grave danno per gli utenti: fu così che nel lontano 1986 venne sviluppato, su commissione della USITT (Istituto Americano delle Tecnologie Teatrali), un nuovo standard.
Al protocollo DMX512 si adeguarono a poco a poco quasi tutti i costruttori tanto da rappresentare oggi lo standard indiscusso nel campo del controllo luci per impieghi nel campo dello spettacolo.
Il DMX512 è un protocollo di trasmissione dati che si avvale, per quanto riguarda la trasmissione fisica, dello standard EIA RS-485 utilizzato anche in altri settori, dall’automazione industriale al mondo dei computer. Questo standard prevede la trasmissione delle informazioni attraverso una linea differenziale composta da due conduttori: ciò garantisce un’elevata immunità ai disturbi elettrici ed elettromagnetici ed una portata di centinaia di metri con un semplice cavo intrecciato (twisted pair).
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