Per la prima volta una sonda spaziale entra in orbita attorno ad un asteroide: è iniziato intorno alle 7 di sabato scorso, ora italiana, il primo rendez-vous del velivolo spaziale targato NASA con l’asteroide Vesta, dopo un viaggio che ha coperto una distanza pari a ben 2.700 milioni di km durato quasi quattro anni.
Come previsto dalla tempistica della missione, la navicella spaziale Dawn – a cui l’Italia dà il proprio contributo tramite lo spettrometro VIR (Visible and InfraRed mapping spectrometer), fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana e realizzato da Selex Galileo, con la guida scientifica dell’INAF – è entrata in orbita attorno a Vesta e inizierà a raccogliere dati scientifici nei primi giorni di agosto. Nel momento in cui Vesta ha “catturato” la sonda, circa 16.000 km si frapponevano tra loro e 188 milioni di km di distanza li separavano dal nostro pianeta.
Oggi – ha affermato il numero uno della NASA Charles Bolden – celebriamo un evento che rappresenta una pietra miliare nella storia delle esplorazioni spaziali, poiché per la prima volta una sonda spaziale entra in orbita attorno ad un asteroide della Fascia Principale. Gli studi di Dawn sull’asteroide Vesta – ha proseguito l’amministratore dell’agenzia spaziale americana – rappresentano un risultato scientifico di rilievo e indicano la direzione delle destinazioni verso le quali si viaggerà nei prossimi anni. Il Presidente Obama ha orientato la NASA all’invio di astronauti verso un asteroide nel 2025, e Dawn sta raccogliendo dati di cruciale importanza per una simile missione“.
Dawn ha inviato a terra le informazioni che confermano il completamento della manovra, anche se non si sa ancora con esattezza quando ciò è avvenuto. Una simile incertezza è giustificata dal fatto che il momento della cattura dipende dall’intensità del campo gravitazionale di Vesta, che non è ancora conosciuta con precisione, visti i dubbi ancora presenti sulla determinazione della sua massa. Adesso sono in fase di avvio i lavori di mappatura fotografica e spettroscopica della superficie dell’asteroide che avranno una durata di circa un anno.
Gli obiettivi scientifici primari della missione sono stabilire quali effetti abbiano i raggi cosmici sull’asteroide, determinare la tipologia degli atomi presenti e la struttura interna del proto-pianeta. In un secondo tempo la sonda spaziale ripartirà in direzione di Cerere, pianeta nano presso il quale arriverà a febbraio del 2015, seguendo una procedura di avvicinamento e inserzione in orbita simile a quella adottata nel caso di Vesta. In particolare VIR dovrà indagare la superficie dei due corpi celesti per mapparne il suolo e per avere così una migliore comprensione sulla composizione mineralogica, cercando di scoprirne i meccanismi di formazione ed evoluzione. La teoria corrente ci dice infatti che entrambi questi corpi celesti siano le vestigia del fondamentale passaggio intermedio, nel processo di formazione del Sistema Solare, dai planetesimi primordiali ai pianeti odierni.
La missione è gestita dal Jet Propulsor Laboratory, divisione del California Institute of Technology, per la Direzione Missioni Scientifiche della NASA. Dawn è un progetto del Programma Discovery gestito dalla Marshall Space Flight Center della NASA, Huntsville, Alabama. UCLA è responsabile principale della missione scientifica Dawn. Orbital Sciences Corporation di Dulles, in Virginia, ha progettato e costruito il veicolo spaziale Dawn.
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