Avrebbe dovuto essere messo a riposo da almeno un anno, invece, l’Atlantis è stato “richiamato in servizio” per la sua 33ma missione (la STS-135) e per scrivere l’ultima definitiva pagina dell’era degli Space Shuttle.
Proprio Atlantisi, su cui 20 anni fa saliva Franco Malerba, regalando al nostro paese il sogno del primo astronauta italiano.
Il landing è avvenuto alle 11:57 di stamane, ora di Roma, quando sulla pista di Cape Canaveral dall’altra parte dell’oceano era ancora buio pesto. Dopo una missione durata 12 giorni, 18 ore, 28 minuti e 50 secondi si sono spenti definitivamente i motori dell’Atlantis: è la fine di un’epoca.
A 30 anni dal primo lancio e con più di 130 missioni alle spalle, le navicelle spaziali della NASA vanno così in pensione. Dopo aver alimentato i sogni di generazioni di astrofili e essere  diventato simbolo della conquista umana dello Spazio per tre decadi, lo Space Shuttle si congeda dal grande pubblico.
Lo Space Shuttle ha cambiato il nostro modo di vedere il mondo, il nostro modo di vedere l’universo. L’America non ha intenzione di smettere di esplorare“. Queste le parole del comandante Chris Ferguson subito dopo l’atterraggio.
La crew della STS-135, composta dal pilota Doug Hurley, dai due specialisti di missione Sandra Magnus e Rex Walheim, oltre che dal comandante Chris Ferguson, ha consegnato più di 4,3 tonnellate di pezzi di ricambio, viveri e altre scorte tramite Raffaello, il modulo logistico MPLM realizzato da ASI per la NASA e costruito da TAS-I, riportando sulla Terra 2,6 tonnellate di materiali di scarto.
A partire dal 12 aprile 1981, data fatidica che vide il lancio della STS-1, 355 individui provenienti da 16 nazioni diverse, hanno volato per ben 852 volte a bordo dello shuttle. Le cinque navette spaziali hanno viaggiato per più di 872 milioni di chilometri, ospitando più di 2.000 esperimenti concernenti Terra, astronomia, biologia e scienze dei materiali. Gli shuttle hanno effettuato i propri docking su due stazioni spaziali, la russa Mir e la Stazione Spaziale Internazionale. La STS-135 è stata la trentatreesima nonché ultima missione per Atlantis, che ha totalizzato 307 giorni nello Spazio, orbitando la Terra 4.848 volte e viaggiando per 125.935.769 miglia.
Si chiude così oggi un trentennio di missioni spaziali, che cedono il testimone a progetti come la navicella MPCV (Multi-Purpose Crew Vehicle), presentata dalla NASA come la scommessa per il futuro. Tale velivolo rappresenta l’evoluzione di Orion, navicella del Programma Constellation che nel 2020 avrebbe dovuto ricondurre gli astronauti americani sulla Luna. Con una cabina pressurizzata ampia 20 metri cubi, l’aeromobile è stato ideato per accogliere quattro astronauti per missioni della durata di tre settimane e, stando al giudizio della Agenzia Spaziale Americana, risulterebbe dieci volte più sicuro del suo predecessore.
Al termine di una porzione così ampia e importante della storia dello Spazio, nonché dell’umanità intera, Discovery, Endeavour e Atlantis, le tre navicelle spaziali reduci dalle missioni NASA, saranno esposte presso tre diversi musei americani, così come il prototipo Enterprise, il primo Space Shuttle costruito dall’Agenzia Spaziale Statunitense, utilizzato per numerosi voli di prova, ma mai lanciato in orbita.
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