Con il lancio dei primi due satelliti previsto per il 20 di questo mese, il progetto Galileo – la costellazione spaziale europea di localizzazione satellitare per impieghi civili – compie il primo importante passo sulla strada della realizzazione di un sistema alternativo al GPS americano. Nonostante i ritardi accumulati dal programma (dovuti a problemi finanziari e politici di vario genere), dopo la realizzazione della infrastruttura di terra, è ora la volta della rete satellitare vera e propria con il lancio contemporaneo dei primi due satelliti Galileo IOV (In Orbit Validation) dalla base di Kourou, in Guyana Francese. Altri due satelliti IOV verranno messi in orbita entro il 2012 raggiungendo il numero minimo di satelliti (4) per poter effettuare la convalida iniziale in orbita del sistema e verificare tutte le funzionalità prima del dispiegamento dell’intera costellazione che raggiungerà i 30 satelliti in orbita nella sua configurazione finale entro il 2019.

I satelliti sono stati costruiti da un consorzio di aziende europee: Thales Alenia Space ha progettato, sviluppato e costruito i satelliti presso gli stabilimenti di Roma mentre i payloads sono stati progettati dall’Astrium di Ottobrunn, in Germania, e assemblati dall’EADS Astrium di Portsmouth in Inghilterra.

I satelliti del programma Galileo sono stati testati e qualificati per le operazioni spaziali presso le strutture dell’ESTEC Test Centre dell’Agenzia Spaziale Europea di Noordwijk, in Olanda. Questo centro tecnologico raccoglie completamente in un’unica struttura le attrezzature necessarie ai test di simulazione spaziale.

Per il lancio dalla base di Kourou, nella Guiana Francese, verrà utilizzato un razzo Soyuz. A regime, Galileo sarà composto da trenta satelliti (27 operativi e tre di riserva) orbitanti su 3 piani inclinati sull’equatore (MEO, Medium Earth Orbit circolare) a 23.222 km quota. La spesa complessiva prevista è di 3,4 miliardi di euro.


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Galileo garantisce l’indipendenza dell’Europa nel campo della navigazione satellitare, un settore divenuto cruciale per la sua economia e per il benessere dei suoi cittadini. Galileo contribuisce anche a sviluppare le conoscenze europee nei settori spaziale, dei ricevitori e delle applicazioni, con le conseguenti ricadute positive sul piano economico e occupazionale. La combinazione dei segnali Galileo e GPS (Global Positioning System) in ricevitori a doppia ricezione aprirà le porte a nuove applicazioni che richiedono un grado di precisione superiore rispetto a quello attualmente disponibile con il solo GPS.
Nel frattempo è diventato pienamente operativo il sistema europeo EGNOS (European Geostationary Navigation Overlay Service) che consente di aumentare la precisione delle reti di posizionamento satellitari GNSS, al momento di quella americana GPS ed in futuro di quella europea Galileo.

EGNOS migliora l’accuratezza del posizionamento – sia sul piano verticale che su quello orizzontale – riducendo gli errori da circa 10-20 metri ad appena 1-2 metri, sopra tutto il territorio dell’Unione Europea e su buona parte del Mediterraneo.  Il nuovo sistema satellitare, frutto della collaborazione fra la Commissione europea, l’ESA e Eurocontrol (l’organizzazione che controlla la sicurezza aerea in Europa), utilizza tre satelliti geostazionari, quattro centri di controllo principali e circa quaranta stazioni a terra che elaborano i segnali inviati dai satelliti statunitensi GPS.

Il servizio è offerto gratuitamente ad aziende e cittadini. Basta disporre di ricevitori compatibili, come sono, ormai, la maggior parte di quelli presenti oggi sul mercato. Tra i vantaggi, le applicazioni nell’aviazione civile, nel traffico marittimo, nel soccorso alpino e in mare e in agricoltura.

In generale, la maggiore accuratezza del segnale consentirà di semplificare le operazioni di atterraggio dei velivoli, consentendo un traffico più intenso e più sicuro soprattutto nei piccoli aeroporti. In caso di valanghe, sarà molto più facile e più rapido individuare il punto quasi esatto in cui scavare per soccorrere le vittime. In agricoltura, si potranno usare meno pesticidi garantendo un passaggio più preciso dei trattori sugli appezzamenti di terreno, senza sovrapposizioni. EGNOS promette anche di migliorare il pedaggio stradale automatico o i sistemi di assicurazione auto “pay-per-use”.