I supporti magnetici tradizionali sembrano aver espresso il massimo e per aumentare la capacità di immagazzinamento dei dati degli hard-disk bisogna inventarsi qualcosa di nuovo. Ci hanno pensato all’Istituto di Ricerca dei Materiali e Ingegneria di Singapore, dove pare che con il comune sale da cucina sia stato possibile aumentare la densità di memorizzazione di un disco rigido fino a sei volte rispetto a quella permessa dalle tecniche attuali. Il processo su cui si basa la produzione dei nuovi supporti utilizza il cloruro di sodio e permette di raggiungere densità di 3,3 terabit per pollice quadrato. L’incremento è dovuto al fatto che il cloruro di sodio permette una distribuzione più efficiente dei bit scritti sul disco, ricorrendo al  nanopatterning, ossia alla modellazione dei bit ad alta densità. Il fatto che questa nuova tecnica si implementa usando lo stesso tipo di attrezzature e tecnologie attualmente impiegate per realizzare i supporti degli attuali hard-disk, fa presagire che a breve troveremo i dischi al cloruro di sodio negli scaffali dei negozi.
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