E poi, finalmente, sono arrivati! Le tecnologie che rendono i lavori di casa più leggeri e meno noiosi sono di sicuro le più apprezzate dalle casalinghe di tutto il mondo e dal sempre crescente numero di single. D’altronde l’industria e la tecnologia hanno da sempre rivestito un ruolo di prim’ordine nel trovare soluzioni alle lunghe e noiose pulizie domestiche. Già dalla fine del settecento, agli albori della rivoluzione industriale, inventori e proto industriali avevano visto nei prodotti e nelle tecnologie per la pulizia della casa una risposta concreta a un problema diffuso, ma soprattutto una grandissima opportunità di business.
Coerentemente alle esigenze e in proporzione al grado di “pesantezza” del compito da svolgere, col passare degli anni sono state trovate, di volta in volta, soluzioni più o meno efficaci per lavare i panni, pulire le stoviglie e spolverare i pavimenti; ma mentre per le prime due incombenze le soluzioni trovate permettono di non dover sorvegliare l’elettrodomestico in uso, nel caso dell’aspirapolvere, per lungo tempo è sempre stata necessaria la presenza di un utilizzatore: è possibile accendere una lavastoviglie via sms ma era impensabile fare lo stesso per pulire un pavimento. Poi, finalmente, sono arrivati loro, i robot  aspirapolvere.
Hanno iniziato a diffondersi nel Duemila, soprattutto in America, ma già negli anni Novanta qualcuno aveva iniziato a pensarci. Purtroppo però i progetti sono rimasti per quasi un decennio sulla carta, a causa degli alti costi di componenti come batterie al litio (che garantiscono durata e prestazioni) e dei motori elettrici efficienti e di potenza tale da garantire risultati competitivi rispetto ai tradizionali aspirapolvere. Non solo, rimaneva irrisolto il problema di trovare un sistema che permettesse al robot di pulire una stanza senza andare a caso e senza incastrarsi sotto mobili o senza sbattere contro gli ostacoli.
Risolti questi problemi tecnici, e superate anche le diffidenze generate dalle vecchie abitudini, i robottini sono arrivati anche in Italia.

Come sono e come funzionano

Quasi tutti i robot in commercio sono di forma cilindrica con un diametro che va dai trenta ai quaranta centimetri e con un’altezza che non supera i dieci centimetri, al fine di garantire un agile passaggio sotto letti e mobili. Molti modelli abbinano alla classica aspirazione una serie di spazzole rotanti che raccolgono le briciole e le particelle più grosse di sporco. La trazione è affidata a due ruote indipendenti che provvedono inoltre a direzionare il robot, mentre la ruota frontale serve solamente da supporto. Per un corretto movimento, questi apparecchi sono dotati di una serie di sensori sia di contatto e sia a ultrasuoni che permettono di evitare urti violenti e allo stesso tempo di pulire agevolmente i battiscopa seguendo il perimetro della stanza.
Nel dettaglio, i sensori della parte inferiore percepiscono il vuoto ed evitano che il robot cada dalle scale, mentre quelli perimetrali di contatto prevengono gli urti e aiutano il robot ad aggirare gli ostacoli. Nei modelli più avanzati sono inclusi nel pacchetto in dotazione anche le basi di ricarica e i muri virtuali che, grazie a sensori supplementari installati sul robot, lo aiutano nella navigazione, nella pulizia e nella ricarica automatica.
Un software interno indica poi al robot quale tragitto seguire al fine di garantire la pulizia di tutta la superficie della stanza. Il software, coordinando i sensori e ricorrendo a una piccola memoria, riesce a decidere il tragitto e ad orientare il robot garantendo la pulizia di tutta la superficie da trattare.

Alcuni accessori

  • Base di ricarica: questa dotazione permette al robot, una volta scarico o a fine ciclo, di ritornare alla base in autonomia. Grazie ai sensori il robot individua la base e allineandosi ad essa la raggiunge.
  • Base di ricarica con svuotamento: alcuni modelli top di gamma sono dotati di una base particolare che oltre a ricaricare le batterie svuota il contenitore della polvere del robot che può così tornare a pulire. La base è poi dotata di sacchetto raccoglitore che verrà svuotato una volta pieno.
  • Muro virtuale: Il muro virtuale è un accessorio molto utile studiato per delimitare l’area d’azione del robot. Posizionato accanto allo stipite della porta, il muro virtuale viene visto dal robot come un ostacolo insormontabile ed evita che l’apparecchio “sconfini” in altre stanze. Il muro virtuale aiuta inoltre il robottino a orientarsi all’interno della stanza ed a trovare con più facilità la base di ricarica.
  • Sensori aggiuntivi: alcuni modelli in commercio sono dotati di un particolare sensore che riconosce le aree più sporche della casa come, ad esempio, sotto i mobili o sotto il tavolo della cucina e concentra l’azione del robot nell’area interessata fintanto che la polvere o le briciole non sono state rimosse.
  • Programmazione e funzione “faro”: i modelli più avanzati e costosi sono dotati della funzione di scheduling e danno la possibilità di programmare le pulizie a orari predefiniti. A questi modelli sono abbinati due o più muri virtuali che, sistemati in varie stanze, aiutano il robot a orientarsi. A differenza dei normali muri virtuali, nei modelli di robot con funzione faro, i muri diventano dei riferimenti che permettono all’apparecchio di passare da una stanza all’altra pulendo così tutta la casa.
  • Altri accessori: in base ai modelli esistono optional che permettono di non dover neanche sfiorare il robot come, ad esempio, il telecomando che permette di programmare o anche di muovere il robot a nostro piacimento.

I test di funzionamento

Nell’ambito degli apparecchi per la pulizia della casa oggi la gamma di scelte è veramente ampia. Negli ultimi anni si è assistito, infatti, a un’evoluzione che ha seguito un duplice binario: da un lato quello della specializzazione, dall’altro quello della multifunzionalità. La prima risponde ad esigenze di tipo qualitativo, la seconda a esigenze pratiche ed economiche. Ma, indipendentemente dal tipo di modello, il criterio base che dovrebbe sempre guidare la scelta dei consumatori è quello della sicurezza dell’apparecchio, sicurezza che deve rispondere a norme ben precise che vengono certificate dai vai enti, quali l’IMQ italiano.
Se un prodotto presenta il marchio IMQ, infatti, significa che ha superato tutte le prove necessarie per verificare il rispetto delle norme di sicurezza.
Per quanto concerne le prove sugli apparecchi per la pulizia della casa, ve ne sono alcune comuni a tutti gli apparecchi e altre più specifiche. In generale, si controlla sempre che le parti in tensione non siano direttamente raggiungibili neppure per errore, che l’apparecchio non si surriscaldi e che i circuiti elettrici non vengano danneggiati neppure in condizioni d’uso estreme.
Alcune prove speciali sono effettuate per le parti in movimento, per le quali bisogna verificare cosa succede nell’eventualità di un blocco delle parti rotanti e, in particolare, che il motore non si surriscaldi creando situazioni di pericolo.
In alcuni casi i motori sono muniti di dispositivi appositi che devono bloccare istantaneamente il funzionamento dell’apparecchio prima che questo bruci. Anche dopo questo test l’apparecchio viene sottoposto alle prove di tensione.
Una prova simile viene poi eseguita sul condotto di aspirazione che viene bloccato, per verificare che anche in queste condizioni anomale il robottino non si surriscaldi e la temperatura si mantenga nei limiti ammessi. Si verifica poi la resistenza meccanica dell’apparecchio collocando per un minuto un peso di 60 kg sulla parte mobile.
Successivamente si verifica che non vi siano danni visibili o rischi di cortocircuito. Si controlla poi il corretto funzionamento dei sensori: si verifica che il robot non acquisti troppa velocità persino in superfici inclinate (l’apparecchio viene fatto funzionare su un piano inclinato e la velocità misurata non deve differire di oltre il 10% rispetto alla velocità su superficie piana); si verifica anche che, in caso di perdita di contatto con la superficie, le parti in movimento del robottino si fermino dopo 1 secondo. Si controlla poi che la parte mobile dell’apparecchio sia dotato di interruttore per l’accensione e lo spegnimento.
Su tutti i prodotti da certificare viene effettuato un ultimo controllo di grande utilità per i consumatori: quello della presenza del libretto di istruzioni e della sua chiarezza e completezza. Perché il corretto utilizzo di un apparecchio è sempre un elemento di grande importanza ai fini della sicurezza.

Ecco , infine alcuni consigli per l’acquisto e l’utilizzo di questi robot:

  • Acquistare solo prodotti certificati presso un rivenditore di fiducia; diffidare sempre da elettrodomestici di dubbia provenienza o di marca sconosciuta.
  • Valutare quale livello di “indipendenza” si richiede al robot; più sono le funzioni che rendono autonomo il robot più il prezzo sale.
  • Informarsi dettagliatamente sul modello che si sta per acquistare. I modelli in commercio alla vista sembrano a prima vista molto simili tra loro ma i prezzi e le funzioni cambiano molto.
  • Approfondire la conoscenza riguardo le varie funzionalità leggendo attentamente il libretto di istruzioni e consultando i filmati disponibili su Internet.
  • Alcuni modelli hanno in memoria una presentazione delle funzioni che mostra all’utente il funzionamento del robot: consultarla prima dell’utilizzo.
  • Ricordarsi di eseguire la prima ricarica lasciando il robot collegato per il tempo indicato nel libretto d’istruzioni.
  • Affinché il robot garantisca una pulizia omogenea, togliere dal pavimento vasi e sedie e tutto ciò che potrebbe ostacolare il passaggio del robot.
  • Svuotare il cassettino della polvere con regolarità e pulire le spazzole con lo strumento in dotazione.
  • Fare attenzione: i robot nonostante i la dotazione di sensori tendono a “spingere” leggermente e possono far cadere specchi o quadri appoggiati a terra.
  • Se si dispone di un modello programmabile verificare che non faccia attivare l’antifurto volumetrico (se presente e per i modelli di antifurto con più di 10 anni).
  • Tenere d’occhio i bambini e fare attenzione che non scambino il robot per un giocattolo.