Alla Rinascente di Milano, sotto le guglie del Duomo, si è tenuta la giornata dedicata alla sperimentazione costruttiva. Al grido di Technology will save us, circa sessanta fra turisti, milanesi, curiosi e ragazzi hanno potuto sperimentare il sottile piacere dell’autocostruzione.

Il geniale Daniel Hirschmann – fondatore di Technology will save us – ha infatti portato anche i più improbabili auto costruttori a impugnare un saldatore per realizzare in quattro sessioni distinte dei sistemi in grado di indicare quando una pianta è senz’acqua o un intrigante Lumiphone. I due “kit” concepiti dalla sua azienda sono infatti finalizzati alla realizzazione da parte di assoluti neofiti della saldatura di qualcosa di funzionante e anche un po’ intrigante.

Abbiamo avuto il piacere di partecipare alla prima sessione pomeridiana per il Lumiphone – che ora fa bella mostra sulla nostra scrivania e ci permette di torturare a nostro piacimento con i suoi fischi chi ci sta intorno – in compagnia di Gabriele che, con i suoi 13 anni si è cimentato per la prima volta in una autocostruzione finalizzata a qualcosa di funzionante.

In circa un’ora, sotto l’attenta ed esperta guida di Daniel, anche i turisti nipponici meno predisposti sono riusciti a portare a termine il compito, rimanendo quasi più stupiti di noi nel vedere il Lumiphone accendersi e funzionare.

La formula è sicuramente avvincente e vincente: prendi degli ignari passanti, falli sedere a un tavolo con saldatore, stagno, occhiali di protezioni, tronchesino e  un misterioso kit, quindi convincili che anche loro potranno realizzare l’oggetto misterioso.

In effetti, capito come si fa a saldare, dopo è solo una questione di pazienza nell’individuare i componenti e la loro posizione. In questo, Technology Will Save Us (www.technologywillsaveus.org) è stata molto brava realizzando dei manuali di montaggio particolarmente visuali e dettagliati, grazie ai quali sbagliare diventa abbastanza difficile. L’occhio attento di Daniel e dei suoi assistenti, in continuo movimento attorno alle 14 postazioni ha anche permesso di correggere sul nascere gli errori di costruzione, accompagnando tutti al lieto fine.

Gabriele, il più giovane, se l’è cavata egregiamente e – ma che sorpresa – ha scoperto che è un’attività molto divertente anche perché alla fine non solo gli è rimasto il Lumiphone, ma il Lumiphone che si è costruito da solo!

Come dice appunto Daniel, quello che ti sei autocostruito è molto più tuo e bello di quello che puoi comperare già fatto. Noi, assieme al signor Ingvar Feodor Kamprad, non possiamo che essere assolutamente d’accordo.