Durante la notte il nostro soggetto è stato stampato interamente, ma un piccolo scalino ci ha evidenziato che c’è stata la perdita di qualche step in un movimento. Per il resto la stampa è impeccabile. Certo si tratta di un oggetto molto impegnativo, con movimenti molto ampi e quindi più soggetti agli effetti delle varie accelerazioni. Abbiamo ricontrollato tutte le regolazioni degli assorbimenti e ci siamo accorti che l’alimentatore scelto non era poi così “prestante” come ci aspettavamo e probabilmente in un momento di movimento combinato di tutti i motori c’è stato un cedimento. Abbiamo messo un alimentatore da 12V e 4A al posto di quello da 3A e i test sono ripartiti.

Nello specifico oggi vogliamo verificare la tenuta del nostro particolare piatto in vetronite, stampando un soggetto molto alto e movimentato: una statuina che ricorda la venere di Milo, ma in versione spaziale (il suo autore aveva probabilmente mangiato pesante).

I parametri sono 200 mm/s di spostamento, 160 mm/s per la stampa e in più abbiamo modificato la dimensione dell’estrusore a 0,3mm incrementando il rate di estrusione a 1.4 per compensare. In pratica stampiamo ad una risoluzione più elevata facendo credere allo slicer di avere un estrusore con un ugello da 0,3 mm e non da 0,5mm. Il tutto funziona apportando la correzione al parametro di moltiplicazione dell’estrusione che compensa l’ipotetico minor diametro del foro e come risultato si mantiene un flusso sufficiente alla creazione dell’oggetto pur riducendo il diametro del materiale estruso che viene “tirato” durante il tracciamento risultando effettivamente più sottile.

Per essere certi che il nostro soggetto resti ancorato al piatto di vetronite usiamo il parametro BRIM, recentemente aggiunto a Slic3r, per generare una serie di perimetri ben “spiaccicati” sulla base di stampa che si uniscono al primo livello del soggetto, riducendo in modo significativo l’effetto della contrazione del materiale e quindi il rischio di distacco.

Dopo quasi due ore di stampa ininterrotta la nostra “venere tecnologica” è cresciuta già oltre i 12 centimetri di altezza ed è saldamente ancorata alla base. Salvo imprevisti avremo un ottimo risultato.

Come previsto, la stampa è arrivata a buon fine e con quasi 18 cm di altezza, la nostra venere spaziale è decisamente accattivante. Un risultato che conferma come i parametri giusti portino a risultati di qualità e buon dettaglio.

Sospendiamo la sessione di stampa per rivestire di silicone rosso per alte temperature il nostro estrusore: il solo kapton non era infatti sufficiente a dare quell’isolamento termico tale da consentire l’uso ravvicinato di una ventola per raffreddare il soggetto.

Ora di stasera il silicone sarà indurito e potremo ricominciare con le prove di stampa.