È la prima volta al mondo che un dispositivo in grado di produrre energia pulita utilizzando la fusione fredda (LENR, Low Energy Nuclear Reaction) viene esposto al pubblico, monitorato da sistemi di misura forniti da una società indipendente e generando – ormai da tre giorni – più energia di quanta ne consuma.

Senza alcun segreto e sotto gli sguardi di migliaia di persone che partecipano all’annuale Convention di National Instruments ad Austin (Texas), Francesco Celani, il ricercatore dell’INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) di Frascati impegnato da anni in ricerche in questo settore, verifica premuroso che la piccola centrale funzioni correttamente, monitorata costantemente dalle apparecchiature della multinazionale americana specializzata in sistemi di misura e che evidenziano come, a fronte di una potenza di ingresso di 48 watt, il dispositivo dell’INFN stia erogando circa 20 watt in più.

Non sono ovviamente i numeri assoluti quelli che contano, bensì il fatto che si tratta di una reazione controllata e sicuramente riproducibile. D’altra parte il reattore è un tubo di vetro lungo poco più di 30 centimetri riempito di idrogeno e con un filamento composto da una lega di nickel. Eccitato elettricamente, il tubo genera un’energia termica superiore di circa il 40% rispetto all’energia elettrica consumata. Più volte durante i tre giorni della manifestazione l’apparecchio è stato spento e riacceso, riprendendo a funzionare correttamente e fornendo le medesime prestazioni.

Di sicuro non si tratta di una reazione chimica “ spiega Celani “ ma di qualcosa di ben diverso, un fenomeno simile a quello scoperto anni fa da Fleischmann e Pons”. Dopo quell’annuncio e le polemiche che ne seguirono, di fusione fredda non si parlò più per anni ma in molti centri di ricerca lo strano fenomeno continuò ad essere studiato con risultati sempre più incoraggianti; alcuni, addirittura, come l’italiano Andrea Rossi, dichiarano di essere ad un passo dalla realizzazione di un generatore commerciale da 1 MW. Nessuno però ha ancora fatto delle dimostrazioni pubbliche né ha dato una spiegazione scientifica al fenomeno.

In merito sono state elaborate oltre 140 teorie ed io stesso non ho ancora delle certezze assolute” continua Celani “sta di fatto che il nostro prototipo funziona producendo energia, come dimostrano le misurazioni effettuate dai tecnici di National Instruments”.
Dopo la Convention americana, Celani parteciperà alla 17^ edizione della ICCF (International Conference on Cold Fusion) che si terrà tra pochi giorni a Daejeon, in Corea, durante la quale il reattore verrà posto nuovamente in funzione. Che sia la volta buona?