Sono almeno tre anni che ci occupiamo della tecnologia di stampa 3D da quando, durante la visita ad una delle prime Maker Faire di San Mateo, incontrammo Bre Pettis che presentava, tra la curiosità generale, una delle prime stampanti 3D low-cost ed open-source, la Cupcake CNC, prodotta da MakerBot Industries, la società che Pettis aveva appena fondato.

Certo, conoscevamo già la tecnologia di stampa 3D di Stratasys, 3DSystems e Z Corporation e le loro costosissime macchine: proprio per questo motivo il prototipo di Bre Pettis (e le altre soluzioni nate in quel periodo, prima fra tutte la RepRap) colpirono la nostra immaginazione così come quella di altri visitatori tanto che, in questi ultimi tre anni, la tecnologia delle stampanti 3D low-cost ha fatto passi da gigante in termini di qualità e affidabilità, con un numero crescente di fabbricanti e prodotti.

Così come del resto ha fatto passi da gigante anche il mondo industriale che ruota attorno a questa tecnologia la quale, secondo molti, cambierà radicalmente il modo di produrre le merci nei prossimi decenni: non più enormi fabbriche ma piccole unità produttive decentrate, non più prodotti standardizzati ma oggetti diversi l’uno dall’altro, costruiti in funzione dei nostri reali bisogni.

Oggigiorno la tecnologia 3D permette di “stampare” e lavorare un numero crescente di materiali e sostanze composite, in alcuni casi addirittura più resistenti dei metalli. Le stampanti 3D low-cost consentono non solo di prendere confidenza con l’hardware, i programmi ed i processi di stampa, ma anche – e soprattutto – di realizzare oggetti utili al proprio lavoro, sia che siate degli ingegneri alle prese con la realizzazione di parti meccaniche di un nuovo robot, sia che vogliate dare libero sfogo al vostro estro artistico disegnando e stampando oggetti d’arredo o accessori d’abbigliamento.

Gli appassionati di ferromodellismo, ad esempio, potranno creare propri plastici o riprodurre in miniatura le stazioni più famose mentre architetti e geometri potranno realizzare facilmente modelli in scala di case e palazzi in fase di progettazione. Per tutti questi motivi le stampanti 3D dovrebbero fare il loro ingresso al più presto in tutte le scuole italiane, non solo negli istituti tecnici e professionali, ma anche nei licei artistici, nelle facoltà di architettura, nelle scuole di moda e design e persino nella scuola primaria: imparare ad utilizzare fin da ragazzi gli strumenti più innovativi vuol dire essere meglio attrezzati per affrontare le sfide del mondo del lavoro.

Proprio per offrire a questa vasta platea di potenziali utilizzatori uno strumento affidabile, in questo numero presentiamo il progetto della nostra stampante 3D, disponibile sia in kit che già montata e collaudata. 3Drag (questo il nome della printer) è il frutto di oltre due anni di lavoro, sperimentazioni e modifiche, finalizzato ad ottenere un prodotto di costo contenuto ma con prestazioni superiori a quelle delle altre macchine della stessa fascia di prezzo.

Francamente riteniamo di essere riusciti nell’impresa e siamo certi che un numero crescente di utenti ci conforterà in questa nostra convinzione.