Se l’anno che sta per finire ha decretato la definitiva consacrazione del sistema Arduino, in particolare della board UNO, dell’IDE e dei relativi shield, il 2013 vedrà sicuramente sugli scudi altre piattaforme che, grazie allo sviluppo tecnologico ed alla riduzione dei costi, metteranno a disposizione degli appassionati di elettronica sistemi molto più potenti e performanti a costi decisamente abbordabili.

Ci riferiamo – lo avevamo già scritto all’inizio di quest’anno – alle board Linux Embedded, ovvero a quelle piattaforme che, al contrario di Arduino (che è un microcontrollore), sono dei PC veri e propri, con tanto di sistema operativo (ovviamente Linux), e che, a poco a poco, nelle varie versioni, si stanno arricchendo di tutte quelle interfacce verso il mondo esterno che mancano ad un PC tradizionale.

Naturalmente anche le dimensioni si stanno riducendo tanto che, per fare un esempio, la scheda Aria prodotta da Acme Systems è poco più grande di una moneta da un euro. Sul web ed anche sullo stesso forum di Arduino sono numerose le discussioni che riguardano la possibilità di collegare una o più schede Arduino tramite l’interfaccia seriale ad un sistema Linux, traendo grandi benefici dalle caratteristiche di connettività, potenza e applicazioni che una board Linux Embedded potrebbe mettere a disposizione.ù

A questo punto, però, perché non fare il passo successivo e dotare le board Linux Embedded di quelle interfacce col mondo esterno (GPIO, I2C, SPI, ecc) che non erano presenti nelle primissime schede che utilizzavano questo sistema operativo? Ed è appunto questa la strada che stanno percorrendo i produttori di board Linux Embedded: cercare di semplificare al massimo l’interfacciamento col mondo reale.

Certo, la complessità di Linux non è confrontabile con la semplicità dell’IDE di Arduino, e chi per la prima volta si trova di fronte ad un sistema Linux ha la sensazione di dover scalare una montagna insormontabile. Tuttavia, anche da questo punto di vista, le cose stanno cambiando. Da sistema quasi elitario, per pochi adepti, con scarsa documentazione (spesso molto oscura), la documentazione su questo mondo e sulle applicazioni relative sta migliorando notevolmente. In altre parole l’approccio è sicuramente un po’ più semplice. Anche noi nel nostro piccolo stiamo facendo la nostra parte e l’enorme interesse che stanno suscitando gli articoli sulla RaspberryPi lo dimostrano.

Ma Linux Embedded non è solo RaspberryPi: nei prossimi mesi presenteremo altri sistemi orientati verso quelle applicazioni più vicine al nostro mondo, con questa e con altre board. D’altra parte il nostro compito è proprio quello di fare comprendere concetti difficili in modo semplice. Sicuramente Linux non è così banale ma contiamo di essere d’aiuto a quanti, dopo essersi “fatti le ossa” con un sistema a microcontrollore come Arduino, vorranno fare il “grande salto” verso piattaforme più performanti.

Proprio perché anche noi siamo convinti che, se il 2012 è stato l’anno di Arduino, il 2013 non potrà che essere l’anno dei sistemi Linux Embedded.