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La NASA ha annunciato di aver affidato alla Bigelow Aerospace, azienda specializzata nella costruzione di moduli “gonfiabili” per lo spazio, l’incarico di realizzare una nuova stanza per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) stipulando un contratto del valore di 17,8 milioni di dollari. Bigelow Aerospace ha già due moduli gonfiabili in orbita: Genesis 1, lanciato nel luglio 2006 e Genesis 2, portato in orbita nel giugno 2007. I moduli gonfiabili rappresentano l’ultima frontiera delle strutture per l’accoglienza e il soggiorno degli astronauti nello Spazio e offrono enormi vantaggi, primi fra tutti il basso costo, la leggerezza (pesano 1/3 dei moduli tradizionali) e la riduzione degli spazi occupati nella navicella che deve trasportali in orbita; vengono messi a bordo raccolti (sgonfiati) in modo da minimizzare l’ingombro ed una volta arrivati in orbita sono estratti dal vettore e gonfiati sfruttando il vuoto che caratterizza lo Spazio. 

Per gonfiare i moduli basta creare all’interno una modesta atmosfera, quindi il vuoto risucchia le pareti facendo loro prendere la forma definitiva, stabilita dalle strutture rigide del telaio; naturalmente le pareti esterne sono a tenuta fino a pressioni di svariati bar, altrimenti esploderebbero a causa della depressione causata dal vuoto.

Il modulo espandibile BEAM (acronimo di Bigelow Expandable Activity Module, così si chiama il componente gonfiabile che verrà prodotto dalla Bigelow Aerospace) commissionato dalla NASA verrà portato in orbita nel 2015 a bordo della capsula Dragon del provider SpaceX e sarà applicato alla ISS grazie al braccio robotico della stazione su un portello del modulo Tranquility, e pressurizzato utilizzando l’aria compressa contenuta al suo interno per raggiungere la forma e le dimensioni definitive. BEAM rimarrà agganciato due anni, durante i quali gli astronauti sulla ISS e i tecnici a terra raccoglieranno dati sull’integrità strutturale, sulle perdite d’aria, sulle variazioni di temperatura e sui livelli di radiazioni all’interno, comparandoli con quelli dei moduli tradizionali in metallo. Gli astronauti entreranno periodicamente nel modulo per raccogliere i dati e per effettuare ispezioni. Al termine dei due anni di test, il modulo verrà espulso e fatto ricadere nell’atmosfera.
BEAM sarà lungo 4 metri e largo 3,2 e peserà 1,3 tonnellate; sarà rivestito di Vectran, una plastica due volte più resistente del Kevlar (il composto con cui sono fatti i giubbotti antiproiettile, per intendersi) e ha già superato molti test di impatto con micrometeroidi che viaggiano a velocità orbitale.

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