LondonArray

I bassi fondali del Mare del Nord e la costanza dei venti che spirano a quelle latitudini sono un’occasione imperdibile per quelle nazioni che, come la Gran Bretagna, non hanno risorse energetiche ad eccezione dei giacimenti petroliferi dello stesso mare che però si stanno rapidamente esaurendo. E non a caso proprio la Gran Bretagna – ma anche Olanda e Norvegia – stanno decisamente puntando all’offshore eolico per rispondere alla crescente domanda energetica. Anche perché questo genere di impianti possono essere realizzati in un tempo ragionevolmente brevi (specie se paragonati alle centrali nucleari) hanno un costo certo e se variazioni ci sono non possono che essere nel senso del risparmio. Il nuovo impianto inglese, il London Array Wind Farm, appena inaugurato dal premier britannico David Cameron, è stato infatti realizzato in appena 4 anni (compresa la fase di progettazione) con un costo di 2,6 miliardi di euro per una potenza installata di 630 MWp.

L’impianto è situato sull’Outer Thames Estuary, l’estuario esterno del Tamigi, a circa 20 chilometri al largo delle coste del Kent e dell’Essex su un’estensione di 100 chilometri quadrati; la costruzione  è iniziata nel luglio del 2009 e si è conclusa con l’installazione dell’ultima delle 175 turbine nel dicembre 2012. Ora l’inaugurazione ufficiale alla quale hanno partecipato, oltre al leader britannico, Johannes Teyssen (E.ON), Brent Cheshire, (Dong Energy), il Sultano Ahmed Al Jaber (Masdar) e Peter Löscher (Siemens), tutte società coinvolte nel progetto in qualità di fornitori o finanziatori.

Il parco eolico, le cui pale svettano a 147 metri sul livello del mare, comprende 175 turbine Siemens da 3,6 MWp per complessivi 630 MWp. Si calcola che l’impianto produrrà ogni anno circa 2 miliardi di kWh sufficienti a fornire energia elettrica a 500 mila abitazioni risparmiando all’ambiente quasi un milione di tonnellate di CO2 qualora la stessa energia fosse stata prodotta bruciando combustibili fossili.

www.londonarray.com