S2UN_Challenge_2013_winner

L’ESA S2UN Challenge è un’iniziativa dell’Ufficio del Programma di Trasferimento Tecnologico (TTPO), che dà agli studenti universitari l’opportunità di lavorare con ESA, l’Agenzia Spaziale Europea, nel cercare di creare applicazioni non spaziali basate sul portafoglio IP (Intellectual Property)  dell’Agenzia stessa.

Gli studenti partecipanti alla Space Solutions University Challenge di quest’anno hanno proposto promettenti nuove tecnologie spaziali per migliorare la raccolta di energie rinnovabili, per alimentare le barche ad energia solare e rendere le città più pulite attraverso il trattamento dei rifiuti auto sostenibile.

I lavori proposti sono stati valutati da una giuria composta da esperti ESA, dall’Ufficio Brevetti Europeo e da Open Sky Technologies Fund che hanno assegnato il primo posto alla squadra italiana del Politecnico di Torino HANS (Harvesting New Suns) composta da Danilo Roascio, Andrea Barbarino e Marta Nervo.

Il loro piano di attività si è focalizzato sulla fornitura di acqua e su un’agricoltura indipendente nei Paesi in via di sviluppo.  Con il brevetto ESA 550 (un regolatore avanzato per pannelli solari), i vincitori hanno efficacemente raccolto elettricità solare ed eolica per pompare acqua dai pozzi, utilizzabile da bere e per irrigare le coltivazioni.

Con il regolatore ESA, il progetto della squadra può gestire diverse risorse elettriche in modo efficiente – pannelli solari, turbine a vento – anche in giornate nuvolose o non ventilate. Sviluppato per i satelliti, il regolatore è altamente affidabile ed è più economico da mantenere di altre alternative. Questo lo rende di particolare interesse per i Paesi in via di sviluppo, dove le strutture nazionali non sono disponibili, e dove sono necessarie invece soluzioni affidabili, economiche ed indipendenti.

Space_Solutions_R_University_Challenge

La S2UN Challenge è stato un progetto veramente stimolante all’interno del nostro programma di studi” ha detto Danilo.

Vogliamo dare agli studenti la possibilità di lavorare con delle vere tecnologie spaziali come parte integrante del loro percorso universitario, e di sviluppare capacità imprenditoriali creando nuovi spin-offs dalle tecnologie competitive dell’ESA” ha spiegato Frank Salzgeber del TTPO. “Il nostro target sono gli studenti delle università tecniche negli ultimi stadi del loro percorso di studi; la sfida può portare anche alla creazione di nuove imprese in Europa. Siamo inoltre pronti a sostenerli in un’ulteriore fase di inizio presso i nostri centri di incubazione per nuove aziende“.

TTPO è stato creato per inspirare e facilitare l’uso della tecnologia spaziale, dei sistemi e delle conoscenze per applicazioni non spaziali. Grazie alla sua rete di Trasferimento Tecnologico con intermediari in tutta Europa ed i suoi sette Centri di Incubazione o Business Incubation Centre (BIC), 280 trasferimenti sono già andati a buon fine mentre 200 società sono state sostenute nelle attività iniziali e oltre 60 nuove società sono lanciate ogni anno.

Per sostenere l’avvio di un’azienda, TTPO ha costruito l’Open Sky Technologies Fund, con un capitale di rischio di 100 milioni di Euro, che mira alle novità tecnologiche spaziali agli stadi iniziali.

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