IXV_Mission

Spettacolo davvero inconsueto per i bagnanti della Costa Rei, in Sardegna: al largo di Muravera è stato testato l’IXV, un nuovo veicolo spaziale europeo. La navicella è stata progettata per rientrare nell’atmosfera terrestre in modo più preciso rispetto alla Soyuz.

Durante il test l’Intermediate eXperimental Vehicle è stato sollevato da un elicottero e, a tremila metri di altitudine, è stato sganciato.

Dopo una prima parte di tragitto in caduta libera, la corsa della navetta verso il Mar Mediterraneo è stata frenata, come previsto, da un paracadute.

Ma qualcosa non ha funzionato. Nell’impatto con l’acqua non si sono aperti i dispositivi di galleggiamento che garantiscono stabilità all’IXV.

Secondo Giorgio Tumino e Roberto Angelini, i due manager che seguono il progetto, rispettivamente per ESA e per Thales Alenia Space, l’ammaraggio è stato talmente ‘morbido’ che i quattro palloni praticamente non se ne sono ‘accorti’. Per questo non si sono gonfiati.

Il Progetto IXV, finanziato dall’Agenzia Spaziale Europea, mira al consolidamento ed allo sviluppo delle principali tecnologie abilitanti al rientro dall’atmosfera di veicoli spaziali di futura generazione, concentrandosi sulla progettazione aerotermodinamica, sullo sviluppo di materiali e strutture resistenti ad alte temperature e sui sistemi di guida, navigazione e controllo.

Il Prime Contractor del team industriale, che coinvolge quasi tutti gli stati membri europei, è Thales Alenia Space Italia.

Per il Progetto IXV è stato disegnato un profilo di missione che prevede il lancio in orbita dal vettore VEGA, fino al raggiungimento di una quota di circa 400 km e quindi il rientro in atmosfera da circa 120 km, con ammaraggio finale nell’Oceano Pacifico.

Per quella data, garantiscono gli ingegneri, tutto sarà perfetto.

Guarda il video dell’esperimento:


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