C.O.F.F.E.E

Una cometa si dirige verso la Terra e mette a rischio l’esistenza dell’umanità. Era questo lo scenario virtuale di quest’anno del torneo Zero Robotics. Studenti della scuola secondaria, provenienti da tutta Europa, hanno controllato dei satelliti in miniatura che erano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale in una sfida per salvare il nostro pianeta. Tra loro, anche una squadra italiana che si è classificata per la finale. 

La Stazione Spaziale si è trasformata in un campo da gioco per le finali. Per l’ultima sfida, il gioco dei robot ha sollecitato i giovani a scrivere degli algoritmi che controllassero le Sfere (Spheres – Synchronised Position Hold, Engage, Reorient, Experimental Satellites).

Le Sfere sono dei piccoli satelliti delle dimensioni di un pallone da pallavolo che si librano all’interno della Stazione utilizzando 12 jet azionati da gas compresso. Questi robot autonomi hanno una loro propria alimentazione, propulsione e navigazione.

Lo scorso venerdì, è stata la quarta volta in cui i contendenti europei avevano il comando nello spazio, e la gara cresce ogni anno. Oltre 140 studenti europei, tra cui alcuni italiani, si sono uniti ai partecipanti dagli Stati Uniti, scrivendo i codici per deviare una cometa in arrivo, tenendo in considerazione l’arrivo di detriti spaziali e limitate risorse laser.

 

Le Sfere a bordo della ISS

I finalisti europei si sono incontrati al Centro dell’ESA ESTEC in Olanda per seguire la trasmissione dallo spazio. I concorrenti americani erano in collegamento dal MIT (Massachussetts Institute of Technology. 

A bordo della Stazione, l’astronauta della NASA Rick Mastracchio ed il cosmonauta Oleg Kotov controllavano la battaglia dei robot.

Ogni finalista si componeva di un’alleanza di tre squadre provenienti da diversi Paesi europei. Le 18 squadre provenivano da Italia, Germania, Francia, Spagna, Romania, Belgio e Paesi Bassi.

 

L’alleanza C.O.F.F.E.E.

Strategie per salvare il mondo

Con una cometa virtuale in avvicinamento verso la Terra, i satelliti dovevano usare l’attrazione gravitazionale, la repulsione laser o una combinazione di questi metodi per sviare il percorso di distruzione planetaria.

La nostra strategia è stata quella di navigare verso la fonte laser, evitando i detriti spaziali, sfruttarla e sparare alla cometa” ha spiegato con orgoglio Tommaso Chemello, della squadra vincitrice.

Il primo premio è andato all’alleanza C.O.F.F.E.E. – Company of Fantastic Fighters and Extravagant Experimenters , compagnia di fantastici combattenti e di estravaganti sperimentatori – che comprendeva le squadre Sunday Programmers da Padova, Nemesis da Pozuelo de Alarcón, Spagna, e Hello World da Parigi.

Abbiamo imparato che c’è una grande differenza tra la fase della simulazione e la gara vera e propria sulla Stazione. Le cose non sempre vanno come pianificato” ha detto Tommaso.

I contendenti europei hanno trascorso l’intera giornata del torneo presso il Centro Tecnico dell’ESA, ESTEC, svolgendo attività “hands-on”. Oltre ad incontrare nuove persone, hanno lavorato come una vera squadra e sviluppato competenze ingegneristiche critiche.

La motivazione ottenuta da questa gara è senza prezzo. Gli studenti delle precedenti edizioni stanno ora perseguendo la carriera ingegneristica” ha sottolineato il coordinatore dell’Università italiana Enrico Lorenzini.

Guarda il video dell’ESA dedicata alla Zero Robotics e alle fasi finali della competizione.


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