struzzo

La corsa degli struzzi, in apparenza goffa, è in realtà il frutto di una serie di movimenti così ben calibrati che alcuni studiosi dell’Oregon State University e del Royal Veterinary College di Londra, hanno deciso di studiarne i segreti al fine di costruire modelli di robot bipedi che ne imitino l’andatura.

Gli struzzi, infatti, sono degli ottimi corridori, con un grande senso dell’equilibrio e un minimo dispendio di energia, nonostante mantengano una elevata velocità.

Lo studio dei ricercatori è incentrato principalmente dunque sulla biomeccanica e mira a migliorare le capacità di movimento dei robot su percorsi accidentati. Inizialmente gli studiosi erano partiti dall’ipotesi che la stabilità del corpo fosse vitale per garantire l’equilibrio dei robot, ma dopo lo studio approfondito di cinque specie di uccelli, come la quaglia, il fagiano, il tacchino, la faraona e lo struzzo, la loro idea è mutata.

Tali animali infatti hanno un’andatura apparentemente traballante in quanto il loro obiettivo è di evitare di sforzare eccessivamente le zampe, evitando di cadere. Quando si trovano davanti agli ostacoli si muovono volteggiando per poi accovacciarsi nel momento in cui si trovano su di esso. Inoltre riescono ad accelerare o a rallentare il movimento delle zampe in funzione della loro posizione verticale. “La loro velocità e la loro agilità nel correre si può ricondurre a 230 milioni di anni di evoluzione a partire dai loro antenati dinosauri, come il Velociraptor”, afferma uno dei ricercatori, che ha annunciato l’intenzione di codificare questi movimenti in un programma affinché i robot bipedi possano essere veloci e agili anche su terreni sconnessi, senza per forza dover mantenere una velocità costante.

Fonte: Oregon State University