NoseSensor

Un naso elettronico in grado di identificare il tumore del polmone in stadio iniziale analizzando un semplice respiro è l’ultimo arrivato in casa IEO (Istituto Europeo di Oncologia). Obiettivo: dare scacco al cancro polmonare diagnosticandolo in tempo, quando le chances di guarigione possono raggiungere l’80%. I risultati dello studio – finanziato dall’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro – sulla nuova tecnologia sono stati appena pubblicati sul Journal of Breath Research, la rivista più autorevole del settore. Si apre così una nuova stagione nella prevenzione del tumore polmonare, a cui IEO ha fatto da apripista in Italia già dieci anni fa grazie all’impegno del Prof. Umberto Veronesi, attualmente Direttore Scientifico Emerito. Ma soprattutto si aprono nuove speranze per ridurre il peso sociale di questa malattia, che in Italia causa oltre 100 vittime al giorno e rappresenta la prima causa di morte per tumore nel mondo.

Il naso elettronico IEO – sviluppato in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma (Prof. Arnaldo D’Amico e Prof. Corrado di Natale) – è una matrice di 8 cristalli di quarzo, ognuno rivestito con una diversa metallo porfirina, che è in grado di rilevare il tumore del polmone in fase iniziale (Stadio I) nel 92% dei casi. Su un totale di 146 individui, di cui 70 con diagnosi di tumore e 76 senza segnali di malattia, l’apparecchio è stato in grado di discriminare il respiro di chi si stava ammalando di tumore polmonare rispetto a chi non correva alcun rischio. La scoperta segna un passo importante nello sviluppo dei “gas sensor arrays” (nome tecnico del naso elettronico) che, utilizzando diverse tecnologie, hanno dimostrato di poter identificare la “firma molecolare” del cancro polmonare, vale a dire un insieme di particelle prodotte dal tumore (VOC, composti organici volatili) rilevabili nel respiro, che svelano l’eventuale presenza della malattia. Nessun naso elettronico fino ad ora aveva mai identificato tuttavia uno stadio iniziale, aprendo prospettive nuove all’anticipazione diagnostica di questo tumore, la cui guaribilità è direttamente correlata alla precocità della diagnosi.

Sappiamo infatti che il tasso di sopravvivenza a 5 anni è del 54% se la malattia è agli esordi ed è ancora localizzata, ma soltanto il 15% dei casi è diagnosticato in questa fase. Sappiamo anche che la guaribilità è direttamente proporzionale alla precocità della diagnosi e può andare ben oltre questa soglia. Il problema è che non è stato ancora trovato uno strumento di screening di popolazione che sia, oltre che efficace, anche accessibile ai sistemi di salute pubblica. La TAC a basse dosi è senza dubbio in grado di identificare tumori iniziali ma, a causa dei suoi alti costi, il suo uso clinico deve essere limitato a gruppi ben selezionati, come esame di secondo livello. Il naso elettronico, invece, ha tutte le caratteristiche ideali perché è semplice da usare (l’esame può essere eseguito dal medico di famiglia), è facile da effettuare (la persona deve semplicemente respirare in un contenitore che non disperda il suo esalato), non richiede un atto di medicalizzazione, e ha costi molto contenuti.

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