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Più che sulle caratteristiche hardware, i nuovi smartphone di fascia alta di Google – realizzati in collaborazione con HTC – e presentati  di recente a New York, puntano su una serie di servizi e sull’esperienza di utilizzo offerti da Google Assistant, l’evoluzione di Google Now, un personal assistant che sfrutta i più recenti studi nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Un assistente personale e personalizzato che, giorno dopo giorno, impara a conoscere i nostri gusti, capisce le nostre abitudini e, nelle intenzioni di Google, diventa un compagno di viaggio indispensabile, in grado di interagire anche con le altre applicazioni presenti sullo smartphone per inviare messaggi di testo, effettuare prenotazioni, calcolare tempi di percorrenza e molto altro ancora. D’altra parte da una società di software era logico attendersi una forte spinta in questa direzione, anche se, per quanto riguarda l’hardware, Pixel e Pixel XL, così si chiamano i nuovi smartphone di Google, nulla hanno da invidiare ai competitor di gamma come iPhone7, Galaxy S7, eccetera.

I due modelli si differenziano unicamente per le dimensioni del display AMOLED (5’’ Full HD per il primo e 5,5’’ QHD per il secondo) e per la batteria, rispettivamente da 2.750 mAh e 3450 mAh. Per il resto sono due smartphone di gamma alta identici con SoC Snapdragon 821, 4 GB di RAM, 32 o 128 GB di storage interno, fotocamera principale da 12 MP Sony con BSI, stabilizzatore ottico, autofocus laser, flash LED, fotocamera anteriore da 8 MP, scanner di impronte digitali sul retro, connettore USB Type-C, vetro anteriore Gorilla Glass 4 e scocca unibody in alluminio.

Da segnalare anche lo spazio illimitato di storage cloud su Google Foto per foto e video a qualsiasi risoluzione. I prezzi sono allineati con quelli della concorrenza, con una forbice compresa tra i 649 dollari del Pixel da 32 GB e gli 869 dollari del Pixel XL da 128 GB.

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