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Se il progetto andrà in porto, sarà la più grande centrale solare a concentrazione al mondo con una potenza di quasi 2 GW e la possibilità di generare elettricità 24 ore su 24 grazie al sistema di accumulo a sali fusi. Una tecnologia non facile ma che SolarReserve, la società statunitense che dovrebbe realizzare il progetto ha già testato con esito positivo nell’impianto da 110 MW di Crescent Dunes in Nevada, lo stesso Stato degli USA dove dovrebbe sorgere il nuovo impianto denominato Sandstone project.

Il progetto prevede un costo di circa 5 miliardi di dollari e dovrebbe essere formato da un insieme di 10 unità simili a Crescent Dunes con l’impiego di oltre 100 mila specchi e 10 torri.

Anche la tecnologia sarà simile a quella dell’impianto di Crescent Dunes dove i raggi del sole riflessi dagli specchi riscaldano un serbatoio di vapore che aziona le turbine e che riscalda anche una miscela di sali fusi che viene immagazzinata in serbatoi coibentati ed utilizzata prevalentemente di notte o quando vi è maggior richiesta di elettricità.

In pratica questo impianto funziona come una centrale a gas che può rapidamente essere messa in funzione fornendo il massimo dell’energia o spenta altrettanto rapidamente.

Nell’impianto la temperatura dei sali fusi arriva a 566 °C migliorando il rendimento complessivo rispetto ad altre soluzioni che funzionano a 400 °C.  Per l’impianto di Sandstone, SolareReserve probabilmente sperimenterà le soluzioni in ceramica in grado di funzionare a 732°C per un ulteriore miglioramento del rendimento.

www.solarreserve.com