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La struttura primaria del James Webb Space Telescope della NASA composta da 18 specchi esagonali sembra un pezzo di puzzle gigante in piedi nel laboratorio del Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland.

A quasi 20 anni di distanza dall’inizio del montaggio dei primi pezzi, la NASA ha annunciato il completamento del progetto James Webb Space Telescope (JWST), il telescopio spaziale progettato per raccogliere l’eredità di Hubble, il cui pensionamento è previsto per il 2020. Il JWST, che misura il doppio del suo predecessore, ha uno specchio primario del diametro di 6,5 metri e, nonostante i problemi sorti in fase di costruzione, è ora pronto per entrare in orbita con un lancio programmato per il 2018 dalla Guyana Francese con un vettore Ariane 5.

Più grande e più potente di Hubble, aiuterà gli scienziati a osservare le prime galassie nate dopo il Big Bang, a scrutare e ripercorrere 13,5 miliardi di anni per vedere le prime stelle e le prime galassie formarsi dall’universo primordiale, fornendo informazioni preziose per comprendere le origini dell’universo. Essa contribuirà inoltre a raccogliere informazioni sulle atmosfere dei pianeti al di fuori del nostro sistema solare, e forse anche a trovare segni dei mattoni della vita, altrove nell’universo.

Il telescopio James Webb è dotato di sensori sensibilissimi che operano nello spettro dell’infrarosso, pensati per funzionare a temperature vicine allo zero assoluto. Formato da 18 specchi esagonali in berillio ricoperti d’oro, JWST ha già superato i test ottici preliminari e da qui ai prossimi mesi verrà sottoposta a prove meccaniche estremamente rigorose. Una volta operativo il telescopio si spingerà infatti a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra (molto più lontano di Hubble), rendendo impossibile qualunque intervento di manutenzione.

Il telescopio JWST è una collaborazione internazionale tra la NASA, l’Agenzia spaziale europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Canadese (CSA).

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