Nella corsa verso sistemi d’arma sempre più sofisticati, la società cinese CETC (China Electronics Technology Group Corporation) ha annunciato di aver sperimentato un Quantum Radar in grado di operare fino a 100 km di distanza. Se la notizia venisse confermata e se dal prototipo si passasse rapidamente ad una produzione di serie, gli investimenti miliardari in aerei e navi “invisibili” (stealth) verrebbero seriamente messi in discussione. Questo tipo di radar, infatti, al contrario di quelli a microonde, è in grado di rilevare anche i mezzi stealth.

Sulla tecnologia dell’”invisibilità” sono stati investiti da parte di numerosi paesi, centinaia se non migliaia di miliardi di dollari: ora, improvvisamente, questa tecnologia potrebbe non avere più alcun valore.

Al Quantum Radar sono al lavoro da molto tempo i più importanti fornitori di tecnologia militare (come ad esempio la Lockheed Martin) con scarsi risultati, specie per quanto riguarda la portata (secondo alcune indiscrezioni non sono mai stati superati i 10 km).

Ovviamente la notizia del nuovo radar cinese è ancora tutta da verificare. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che il fenomeno dell’entanglement (o correlazione) è una delle proprietà della meccanica quantistica già sfruttata con successo dai cinesi per sperimentare recentemente sistemi di comunicazione satellitare con crittografia quantistica, intrinsecamente sicura.

Il nuovo tipo di radar si basa proprio sull’entanglement o correlazione quantistica (entaglement in inglese significa intreccio, groviglio), un fenomeno che, pur essendo alla base di tante tecnologie quotidiane, è molto difficile da spiegare e comprendere, specie da parte di chi è legato ai concetti della fisica classica. Addirittura l’entanglement è una delle proprietà della meccanica quantistica che portarono Einstein ed altri scienziati nel 1935 a metterne in discussione i princìpi.

In estrema sintesi, il concetto di entanglement è basato sull’assunzione che gli stati quantistici di due particelle microscopiche A e B, inizialmente interagenti, possano risultare legati tra loro in modo tale che, anche quando le due particelle vengono poste a grande distanza l’una dall’altra, la modifica che dovesse occorrere allo stato quantistico della particella A istantaneamente avrebbe un effetto misurabile sullo stato quantistico della particella B.

Nel caso del Quantum Radar – semplificando – vengono generati due fasci di fotoni “entangled”; il fascio di fotoni “remoti” viene indirizzato verso lo spazio mentre l’altro resta in loco. Quando il primo fascio colpisce il velivolo (senza, teoricamente, limiti di distanza), le variazioni dello stato quantico dei fotoni si riflettono immediatamente sui fotoni locali, segnalando la presenza del velivolo. In questo caso non è necessario che il bersaglio rifletta il fascio di fotoni; anche se l’aereo ha forme tali da permettergli di non riflettere un fascio di microonde, le caratteristiche quantiche dei fotoni vengono in ogni caso modificate.