Già da tempo Tesla è il marchio più venduto negli USA tra le vetture di lusso, surclassando concorrenti blasonate come Mercedes, Audi e BMW. Nel mese di aprile 2017 Tesla ha conquistato un altro record, sicuramente più importante, come dimostrato dalla risonanza mediatica che ne è seguita. Il mese scorso Tesla è dunque diventata la società automobilistica americana con il maggiore valore di Borsa (in questo caso Wall Street) superando prima la Ford e poi la n. 1 del mercato, ovvero General Motors. Con un incremento della quotazione del 70% negli ultimi 4 mesi, Tesla ha raggiunto in aprile una capitalizzazione di borsa di 51/52 miliardi, superando di poco GM.

Come è possibile, si sono chiesti in molti, che una società come Tesla che non ha mai chiuso un bilancio in utile e che l’anno scorso ha venduto 76.000 vetture possa vale più di una società (la General Motors) che nel 2016 ha venduto 8 milioni di automobili fatturando 166 miliardi di dollari e conseguendo un utile di 10 miliardi? O della Ford che in borsa capitalizza circa 45 miliardi ma che l’anno scorso ha venduto 6,5 milioni di autovetture conseguendo un utile di 4,6 miliardi di dollari?

Per non parlare di Fiat Chrysler, che con i suoi 15,5 miliardi di dollari di capitalizzazione vale meno di un terzo rispetto all’azienda di Elon Musk.

In molti hanno parlato di quotazione folle, di nuova bolla speculativa, altri, più prudenti, pur riconoscendo le difficoltà produttive di Tesla (un’azienda manifatturiera in campo automobilistico non si inventa dall’oggi al domani), hanno giustificato questa valutazione con la prossima entrata sul mercato della Model 3 per la quale esistono 400.000 ordini in portafoglio.

I più benevoli, infine, fanno invece notare come Tesla (l’unica società di Elon Musk quotata) sia la punta di un iceberg che nasconde un sistema e una visione più articolata del futuro, un ecosistema che comprende SpaceX, Gigafactory, SolarCity e Hyperloop.

Un futuro che Elon Musk con tutte queste iniziative imprenditoriali vorrebbe fosse migliore per tutti.

Un sogno? Forse, sta di fatto che – a giudicare dal valore di borsa – a questo sogno credono in molti.

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