Confinare sotto la superficie terrestre o marittima l’anidride carbonica in eccesso è una delle strategie adottate dall’Unione Europea per combattere il riscaldamento globale.

L’OGS-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste – già nominato dal MIUR-Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca referente e nodo nazionale del network europeo ECCSEL – ha ospitato il 6 luglio 2017 l’Infoday nazionale di presentazione dei laboratori di ricerca messi a disposizione dal nostro Paese alla comunità scientifica internazionale per raggiungere questo importante traguardo.

ECCSEL-European Carbon Dioxide Capture and Storage Laboratory Infrastructure è l’infrastruttura di ricerca europea che riunisce laboratori di diversi Paesi impegnati nello studio di tecnologie all’avanguardia, utili a catturare e immagazzinare in modo controllato la CO2 in formazioni geologiche profonde. Complessivamente, sono cinque le infrastrutture che l’Italia, attraverso OGS, mette a disposizione di ECCSEL per il monitoraggio dei siti di confinamento della CO2: Panarea, Latera (verrà inaugurato nel corso dell’estate), Biomarine Lab di Trieste, un aeromobile equipaggiato con strumenti per il telerilevamento e il DeepLab Sea Floor Lander, uno strumento che consente di acquisire dati oceanografici a livello del fondale marino.

Il confinamento geologico dell’anidride carbonica è riconosciuto in Italia e nel mondo, anche a livello politico, quale tecnologia da cui non si può prescindere se si vuole raggiungere l’obiettivo del contenimento dell’aumento di temperatura al 2050 entro i 2 C°”, ha affermato Maria Cristina Pedicchio, presidente di OGS. “Poterlo attuare su larga scala richiede il dispiegarsi di forti competenze, il pieno utilizzo dei migliori laboratori esistenti in Europa, e un piano coerente di investimenti per costruirne dei nuovi, secondo un progetto che massimizzi l’uso dei fondi disponibili ed eviti le inutili duplicazioni”.

Come nodo italiano, coordineremo l’accesso ai laboratori di ECCSEL che si trovano sul territorio nazionale – ha spiegato Michela Vellico, tecnologa di OGS e responsabile del nodo nazionale ECCSEL – e promuoveremo l’inserimento di nuovi laboratori nel consorzio, il confronto tra i soggetti operanti in Italia nel settore del CCS e iniziative di formazione per i ricercatori”.

L’infrastruttura ECCSEL si è appena costituita come ERIC-European Research Infrastructure Consortium, lo strumento giuridico promosso dal Parlamento Europeo per semplificare e sostenere la realizzazione di infrastrutture dello Spazio Europeo della Ricerca, renderle pienamente operative e permettere alla comunità scientifica internazionale di avere accesso ai laboratori del network. La sede legale di ECCSEL è a Trondheim, in Norvegia, ma l’ERIC si appoggia a nodi nazionali distribuiti nei cinque Paesi finora firmatari dell’accordo: Norvegia, Olanda, Regno Unito, Francia e Italia.

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