Presentata ufficialmente Emilia II, la solar car italiana che parteciperà al WSC 2011 in Australia


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Nel cuore della Motor Valley italiana, al Museo Ferrari di Maranello, è stata presentata ufficialmente alla stampa ed al pubblico Emilia II, la vettura fotovoltaica del team Onda Solare che parteciperà al World  Solar Challenge 2011, la più famosa e impegnativa gara tra vetture solari che si disputerà in Australia dal 16 al 23 ottobre prossimi.

Oltre al team al completo ed alle autorità, è intervenuto Claudio Rossi, ricercatore e docente del Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell’Università di Bologna: “Emilia 2 è stata sviluppata dall’Università, dai giovani e dalle piccole aziende:appare futuristica ma i suoi contenuti tecnologici non sono fantascienza; queste sono tecnologie dei nostri giorni, già da adesso applicabili anche su veicoli tradizionali. Emilia 2 è la dimostrazione che la sinergia tra Università e piccole, anche piccolissime aziende ad alto contenuto innovativo e tecnologico è in grado di produrre risultati competitivi.”
Un inaspettato e gradito saluto al team Onda Solare è giunto dal presidente Ferrari Luca Cordero di Montezemolo. Durante l’ incontro con il team il presidente Ferrari si è complimentato per il progetto ed ha espresso il suo apprezzamento per la vettura solare italiana, risultato eccellente della ricerca e dell’innovazione del nostro Paese. Il presidente ha voluto conoscere i piloti di Emilia 2 e ha augurato buona fortuna al team, ricordando scherzosamente loro che l’importante non è partecipare, ma vincere!

Silenziosa, inesauribile pulita, gratuita. Ad impatto zero sul pianeta.

È l’energia del sole. È il carburante del futuro, ed è ciò che alimenta il prototipo Emilia II nella sua corsa da Darwin ad Adelaide attraverso 3.000 km di deserto australiano.
Emilia II è una macchina elettrica quasi interamente costruita in carbonio, kevlar e nomex: un veicolo ad alta efficienza alimentato da 6 mq di celle fotovoltaiche al silicio.
Ci sono voluti anni di gestazione:analisi, test, prove, studi.
Confrontarsi, tentare, riprovare e riuscire nell’obiettivo di arrivare alla griglia di partenza per poi gareggiare, unico team italiana, al fianco di avversari di tutto ilo mondo.
Emilia II vede finalmente la luce del sole: nasce da un appassionato lavoro di squadra.
Un’opera d’arte plasmata dalla sinergia di mani, menti e cuori che battono in Onda Solare. Oggi è possibile muoversi senza inquinare, nel rispetto dell’ecosistema: Emilia II ed Onda Solare hanno accettato la sfida e sono pronti a dimostrarlo.
Guarda il video della presentazione:


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World Solar Challenge:la sfida

Il World Solare Challenge è una competizione dedicata a veicoli elettrici alimentati esclusivamente dall’energia solare. Nata nel 1989, si svolge in Australia con cadenza biennale ed è la gara più prestigiosa nel suo genere.
È una sfida epica che coniuga il sapore dell’avventura con quello dell’innovazione tecnologica ai massimi livelli nel segno dell’ecologia e dell’impatto ambientale zero.
All’edizione 2011 partecipano 42 team provenienti da tutto il mondo: Australia, USA, Belgio, Giappone, India, Italia, Germania, Malesia, Iran, Arabia Saudita, Canada, Olanda, Svizzera, Inghilterra, Cile, Corea, Filippine, Taiwan, Singapore, Turchia. I partecipanti sono prevalentemente team universitari (al WSC prendono parte le più importanti università del mondo), spesso supportati da colossi industriali della tecnologia e dell’energia.

Lo scopo del WSC è quello di percorrere i 3.000 km che separano Darwin da Adelaide con un veicolo solare, appositamente progettato e realizzato dal team, nel minor tempo possibile. La gara si svolge lungo la Stuart Highway, rettilinea direttrice nord-sud che attraversa il deserto: si viaggia in un ambiente estremo, insieme al traffico normale, rispettando le norme di circolazione e affrontando gli imprevisti che le strade australiane riservano, solitamente canguri e road-trains, enormi camion con più rimorchi lunghi diverse decine di metri che spostano una considerevole massa d’aria, potenzialmente destabilizzante per i leggeri prototipi solari.
Il regolamento prevede che si corra dalle 8 alle 17 di ogni giorno per poi accamparsi ai lati della strada e ripartire il mattino successivo.
I prototipi solari sono scortati dai mezzi d’appoggio che ospitano meccanici e “strateghi” del team, dato che anche l’aspetto strategico, oltre a quello tecnologico, è di grande importanza: bisogna saper ottimizzare al meglio le risorse energetiche in funzione dell’irraggiamento solare, delle caratteristiche della strada e della carica rimanente della batteria.
Ai quattro piloti che si alternano durante ogni ora di gara è richiesta, oltre a prontezza e abilità nella guida, anche un’elevata resistenza al caldo dato che nell’abitacolo la temperatura può arrivare anche a 50°C.

Onda Solare: il team

Onda Solare, unico team italiano che partecipa alla World Solar Challenge 2011, è un gruppo entusiasta ed eterogeneo i cui membri sono artigiani specializzati, ingegneri, imprenditori, studenti e docenti del Dipartimento di Ingegneria Elettrica dell’Università di Bologna e dell’IPSIA Ferrari di Maranello, istituto superiore che da quasi vent’anni sviluppa prototipi ad emissione zero.
Onda Solare è un team indipendente che racchiude in sé un alto potenziale: i processi di ricerca e sperimentazione che sono applicati all’elaborazione della solar car Emilia II hanno accresciuto la forza e il valore di ciascun collaboratore oltre che del prodotto stesso.
Onda Solare condivide con gli altri partecipanti al WSC la volontà di mettersi alla prova per dimostrare che esistono alternative possibili alla tradizionale mobilità endotermica, ormai troppo costosa per l’Uomo e per la Terra.
La ricerca che il team di Onda Solare promuove è orientata a forme nuove e alternative di mobilità, comunque sostenibili: il carburante può essere l’energia del sole, come per Emilia II, oppure l’energia muscolare come nel caso della singolare Carrera Autopodistica che si corre ogni anno a Castel San Pietro Terme (BO), sfida avvincente tra piccoli bolidi a spinta umana.
Nel 2005 in Australia l’energia solare e quella muscolare determinano una sinergia vincente. In una massacrante gara a tappe di 3.000 km nel deserto, la World Solar Cycling Challenge, quattro fortissime atlete cicliste hanno portato sul podio, al terzo posto assoluto, un altro prototipo ad emissioni zero concepito da Onda Solare: Emilia I, triciclo a pedalata assistita da un motore elettrico alimentato da pannelli fotovoltaici.
Questo successo ha incoraggiato il team a puntare ad un obiettivo più grande: sviluppare Emilia II e partecipare alla World Solar Challange 2011.

Perché, citando le parole del grande alpinista, esploratore, scrittore e giornalista Walter Bonatti, recentemente scomparso, se ti è nato il gusto di scoprire, non potrai che sentire il bisogno di andare più in là.

Emilia II, l’auto solare italiana

Emilia II è un’auto elettrica alimentata da 401 celle fotovoltaiche al silicio (circa 6 mq) che convertono l’energia solare in elettricità. Telaio e scocca sono stati interamente realizzati in materiali compositi: fibra di carbonio, kevlar e nomex garantiscono elevata resistenza meccanica, isolamento termico e leggerezza.
Le scelte di base della costruzione di Emilia II sono state pensate in funzione dell’avventura australiana, dove il terreno di gara è un tracciato prevalentemente rettilineo privo di significativi saliscendi e curve: per questo sono state applicate tutte le soluzioni messe a punto in trent’anni di competizioni su veicoli senza motore.
La scorrevolezza ed il basso consumo di energia al rotolamento degli pneumatici sull’asfalto sono due elementi chiave di Emilia II.
Quando le potenze in gioco sono così esigue, (meno di 1500 watt disponibili) la leggerezza del mezzo diventa un fattore determinante: si è quindi optato per la realizzazione di ogni particolare della solar car italiana in fibra di carbonio.
È stato dunque necessario pensare la progettazione, anche del più piccolo dettaglio, in funzione del materiale scelto, le cui caratteristiche particolari differiscono da quelle di qualsiasi altro materiale da costruzione utilizzabile.
Il World Solar Challenge 2011 è solo l’inizio per la solar car italiana:proprio per questo il concept di Emilia II è stato ideato “a blocchi”, per poter modulare l’assetto e la preparazione della macchina a seconda delle diverse sfide future e, di conseguenza, di nuovi terreni di gioco.
Il telaio non è integrale con la carrozzeria: questo forse potrebbe giocare a sfavore nel peso complessivo del veicolo ma lascia aperte tutte le possibilità di un nuovo sviluppo aerodinamico;lo stesso discorso vale per la meccanica, per le geometrie delle sospensioni e per la distribuzione dei pesi.
Gli altri veicoli in gara, grazie al supporto dei più importanti produttori mondiali, puntano sull’innovazione elettronica e aerodinamica e sulle potenze dei motorie dei pannelli solari di derivazione satellitare: Emilia II invece è stata pensata con la consapevolezza che nella componente telaistica si possono trovare importanti risorse per prestazioni di alto livello.
La solar car nasce dalla passione, dall’alta artigianiltà e da quell’ingegno senza pari tipico della terra emiliana: è l’espressione più alta e sincera di una terra di motori che, forte della propria storia gloriosa, guarda al futuro dedicandosi ad elaborare nuovi modelli di sviluppo e mobilità sostenibile.

Queste le caratteristiche tecniche di Emilia II:

Tipo veicolo:
triciclo posteriore
Lunghezza: 4995 mm
Larghezza: 1795 mm
Altezza: 1150 mm
Peso: 168 kg
Velocità massima: 110 km/h
Celle fotovoltaiche: Sunpower C50
Rendimento celle: 22,60 %
Numero celle utilizzate: 401
Superficie celle fotovoltaiche: 5,96 mq
Potenza massima motore: 1.800 watt
Batterie: Kocham polimeri di litio 22 kg
Ruote: Michelin 95/80 R16
Freni: idraulico e meccanico su ogni ruota
Cambio: meccanio 11 rapporti
Emissioni CO2: 0 grammi

www.ondasolare.com

Arsenio Spadoni

Journalist, ElettronicaIn Publisher & Founder, Futura Elettronica Founder,

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