VEGA, un vettore europeo per piccoli satelliti


Il nuovo vettore Vega dell’ESA ha concluso le fasi di assemblaggio in rampa e si avvia verso il debutto in orbita. Lunedì notte sono stati trasferiti in rampa i satelliti LARES, ALMASat-1, i sette CubeSats, conservati all’interno del sito superiore del vettore.
Come di consuetudine, il trasporto è stato effettuato approfittando delle ore notturne in modo da evitare il possibile surriscaldamento del carico utile.
Il modulo è stato connesso al lanciatore attraverso l’AVUM, il quarto stadio del Vega, dopo la messa a punto dei collegamenti elettrici. Il trasbordo è terminato martedì mattina dopo circa otto ore di lavori e adesso il lanciatore è pronto per il volo inaugurale previsto per il 9 febbraio 2012 alle ore 7:04 locali, le 11:04 italiane, dallo Spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Gli ultimi passaggi prima del liftoff sono il checkout finale del veicolo assemblato, una simulazione completa di conto alla rovescia e il rifornimento del AVUM.

VEGA, un vettore europeo per piccoli satelliti
Il progetto del lanciatore VEGA è nato in Italia e in seguito è stato fatto proprio dal’Agenzia Spaziale Europea. Oggi l’Italia sostiene il programma di sviluppo con il 65% dei finanziamenti, seguita dalla Francia con circa il 12,5%. Allo sviluppo di VEGA partecipano con quote minori anche Spagna, Svezia, Svizzera e Paesi Bassi.
VEGA è un lanciatore in grado di portare un carico utile, cioè un satellite, di massa tra i 300 e i 1500 Kg, destinato a un’orbita polare bassa, cioè un’orbita inclinata di 90° rispetto all’equatore, a una quota di 700 km.
Le dimensioni di VEGA sono di circa 30 metri di altezza (contro gli oltre 50 metri dell’Ariane 5), per una massa al lancio di 128 tonnellate (contro le 710 dell’Ariane 5).
Diminuendo l’inclinazione dell’orbita richiesta e mantenendo la medesima quota, VEGA può lanciare carichi utili più pesanti, mentre diminuendo il carico utile può raggiungere quote maggiori.
VEGA è composto di tre stati a propulsione solida, cui è affidato il compito di vincere la forza di gravità, e uno stadio addizionale a propulsione liquida, tra il terzo stadio e il satellite da lanciare, che controlla l’assetto del lanciatore, la sua traiettoria, il rilascio del satellite e il rientro nell’atmosfera dell’ultimo stadio. I primi tre sono chiamati rispettivamente P80, Zefiro 23 e Zefiro 9, permettono al lanciatore di raggiungere la quota desiderata, il quarto, chiamato AVUM, ha il compito di rilasciare il carico.
Dal punto di vista industriale i ruoli chiave sono giocati da società italiane: la ELV, una società per azioni partecipata al 70% dal gruppo Avio e al 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana, è responsabile dello sviluppo del lanciatore nel suo complesso. Avio è invece responsabile dello sviluppo e realizzazione dei quattro stadi, tre a propellente solido e l’Avum a propellente liquido. Il primo stadio, P80, è il più grande motore monolitico mai realizzato con la tecnologia Filament Winding.

Perché VEGA
Mettere in orbita satelliti nell’ordine dei 1500 kg (come sono molti di quelli per l’astronomia o per l’osservazione della Terra) con un lanciatore come Ariane 5 è talmente dispendioso da precludere il lancio alle piccole-medie imprese o alle Università e agli enti di ricerca. Vega cerca di colmare questo vuoto, garantendo all’Europa, cioè alle imprese e agli enti europei, un accesso allo spazio indipendente e a basso costo. Il costo del lancio, infatti, dovrebbe essere circa il 15-20% inferiore rispetto ad un lancio con un vettore americano.
Il vettore, progettato per far fronte a una vasta gamma di missioni e configurazioni di carico utile, si caratterizza anche per la sua grande flessibilità. A differenza di molti dei suoi concorrenti, Vega è in grado di collocare in orbita vari carichi utili, offrendo diverse configurazioni di payload: da un solo satellite fino a uno principale più sei microsatelliti. E’ inoltre compatibile con masse di carico che vanno da 300 a 2500 kg, a seconda dell’altitudine e dell’orbita di destinazione dei satelliti. La configurazione di riferimento è di 1500 kg a 700km di quota in orbita polare.
Questo primo volo, denominato VV01, segna l’ultimo capitolo della fase di sviluppo del programma durata 9 anni, condotta dall’ESA e dai suoi partners; la missione infatti qualificherà il sistema Vega nel suo complesso, compreso il veicolo, l’infrastruttura di terra e le operazioni della campagna di lancio per la separazione e lo smaltimento del carico utile del modulo superiore. In particolare, si dimostreranno le prestazioni del veicolo e i servizi di carico utile in volo.
Vega sta quindi per dotare l’Europa di un accesso allo spazio sicuro, affidabile e competitivo per portare satelliti di osservazione della Terra in orbita, che andrà ad affiancarsi ai vettori Ariane 5 e Soyuz completando la famiglia di lanciatori europea.
www.asi.it

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