Curiosity è sbarcata su Marte


Perfettamente riuscito l’ammartaggio del rover della NASA che aveva cominciato il suo lungo viaggio verso il pianeta rosso da Cape Canaveral il 26 novembre del 2011. A bordo anche il Codice di Volo di Leonardo Da Vinci.

“Touchdown confirmed!”: alla Sala Controllo della NASA è quasi un urlo di liberazione, oltre che di gioia, quello che esplode nel cuore della notte. Tutto è filato nel migliore dei modi e i “sette minuti di terrore” – nome dato dai creativi di Houston all’innovativa e anche un po’ ansiogena manovra di atterraggio studiata per questo piccolo e pesantissimo robottino – si sono rivelati sette minuti di spettacolo.
L’ultimo gioiello partorito dal Mars Science Laboratory, la sonda Curiosity (che aveva lasciato Cape Canaveral a bordo di un lanciatore Atlas V il 26 novembre scorso) ha toccato la superfice del pianeta rosso come previsto quando in Italia erano le 7:31 di questa mattina.

Avventure come questa sono al limite della tecnologia e del controllo”  ha commentato a caldo il numero uno dell’ASI Enrico Saggese. Che ha aggiunto “Sono riusciti a realizzare un vero e proprio gioiello di capacità, tecnica e intelligenza, a partire dal sistema di atterraggio, gli strumenti a bordo fino anche alla scelta del sito in cui atterrare“.

La parte più attesa del lungo viaggio era infatti proprio quella finale:  Curiosity è troppo pesante per un ammartaggio frenato solo da paracadute (pallone-mongolfiera) che comporta il passaggio da oltre 21.000 a poco più di 2.000 chilometri orari oltre all’esecuzione autonoma di centinaia di operazioni.

Così è nata la cosiddetta “Sky Crane”, una manovra interamente impostata al computer (essendo impossibile la guida in remoto): i famosi “sette minuti di terrore”, appunto. Temuti, e rivelatisi un successo.

Curiosity non è una semplice sonda, come i suoi illustri predecessori Spirit e Opportunity. Si tratta piuttosto di un vero e proprio laboratorio scientifico semovente, che se ne andrà in giro per due anni intorno al cratere Gale – sito prescelto per l’ammartaggio – esaminando il terreno del pianeta con l’obiettivo di scoprire se un tempo Marte fosse compatibile con qualche forma di vita.

Realizzato nell’ambito della missione Mars Science Laboratory, Curiosity è il rover più grande mai inviato su Marte:  pesa 900 chili ed è stato costruito con 6 ruote in grado di avanzare 200 metri al giorno e di scansionare tutto ciò che gli sta attorno, analizzando sul posto i campioni del suolo per poi inviare i risultati sulla Terra.

Le attese per questa missione senza precedenti sono altissime, anche in vista del 2018, anno in cui debutterà ExoMars, programma europeo di esplorazione marziana nel quale l’Italia ha un ruolo di primo piano. Negli Stati Uniti decine di città hanno trasmesso in diretta le immagini della discesa di Curiosity , a partire dal maxi-schermo allestito a New York, in Times Square.

Grande attesa anche in Italia, perché a bordo del rover giunge su Marte anche Leonardo da Vinci. In un chip che contiene l’autoritratto del maestro e il Codice del Volo, il quaderno, risalente al 1505 e custodito alla Biblioteca Reale di Torino, su cui il genio toscano ha disegnato e descritto non solo il volo degli uccelli, ma anche la sua Macchina Volante.

I “sette minuti di terrore” erano stati definiti così anche perché le comunicazioni tra il rover della Nasa e la Terra impiegano 14 minuti, mentre l’atterraggio era previsto durasse (come è effettivamente avvenuto) appena 7 minuti. Questo vuol dire che, dopo che la sonda ha mandato il segnale di ingresso nell’atmosfera marziana, si è potuto solo aspettare con il fiato sospeso prima di conoscerne il destino.

Per esorcizzare la paura che qualcosa andasse storto e per illustrare quanto delicata fosse la procedura di ammartaggio la stessa Nasa ha realizzato un trailer dimostrativo dal nome esplicativo: “seven minutes of terror”, che ha ottenuto 800.000 visite su YouTube, ed è stato mostrato nelle più importanti trasmissioni via cavo.
www.asi.it

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